“…elegerunt itaque quondam solitudinis locum inter locum qui dicitur Arena et oppidum quod appelatur Stilum…”
Queste le parole, tratte da una concessione di Ruggero d’Altavilla a Brunone di Colonia nel 1093, che documentano per la prima volta l’esistenza di un Castello in territorio di Stilo.

Il castello, a soli 36 km dall’Hotel Conte Ruggero e raggiungibile tramite la SS 110 in direzione Monasterace (http://bit.ly/_mappa), sorge sul culmine del Monte Consolino a 650 m. s.l.m.
Lasciato l’abitato di Serra San Bruno, si ha la possibilità di ammirare la
lussureggiante vegetazione del cuore delle Serre che, percorrendo il tratto che porta a Passo di Pietra Spada (1345 m. s.l.m.), diviene maestosa creando degli scenari unici in tutto il meridione.
Dopo aver attraversato i secolari boschi di abete bianco e faggio e lasciatosi alle spalle il passo, la strada inizia la sua discesa verso i paesi della vallata dello Stilaro. Dopo qualche chilometro la vegetazione di tipo alpino cede il passo a quella tipica della macchia mediterranea, con il leccio predominante e la presenza delle altre essenze sia arboree che arbustive che la caratterizzano.
Anche il paesaggio morfologico cambia drasticamente, passando da rilievi dai contorni dolci che si affacciano sui paesi di Serra San Bruno e Mongiana a versanti e crinali aspri che creano un’atmosfera ancestrale sul versante reggino delle Serre.
In particolare nei pressi del Villaggio Ziia, dove si possono ammirare panorami mozzafiato e in prossimità di Monte Stella, il paesaggio diviene tormentato e caratterizzato da alte rupi quasi verticali e veri e propri canyon. Anche l’aspetto geologico varia gradualmente, passando dalle rocce tipicamente granitoidi del versante occidentale del massiccio delle Serre a quelle metamorfiche del versate orientale, con addirittura una formazione calcareo-dolomitica che si erge come un’isola in mezzo ad un mare metamorfico.
Questo complesso carbonatico va a costituire il Monte Stella, con pareti verticali che sembrano prese in prestito direttamente dalle Dolomiti e il Monte Consolino che ha quasi l’aspetto di un’immensa scheggia calcarea in mezzo alla vallata dello Stilaro.
Una volta giunti al piazzale del cimitero di Stilo si lascia l’auto per
intraprendere l’ascesa del Consolino attraverso la sterrata che ha inizio dal piazzale stesso. Il fondo è in ottime condizioni e, per i più pigri, può essere percorso con l’auto per un tratto di circa 1800 m, mentre l’ultimo tratto, costituito da uno stretto sentiero, va affrontato a piedi fino all’ingresso delle mura di cinta, per una lunghezza di circa 350 m.
Varcato l’ingresso delle mura, ci si trova in una lunga spianata, che porta al maniero, costeggiando le mura di difesa turrite.
Il Castello si presenta in tutta la sua imponenza con una rampa d’accesso alla porta principale, posizionata tra due grandi torri difensive, munite di tre ordini di feritoie.
Altro sentiero, molto più impegnativo, ha inizio nei pressi della Cattolica di Stilo ed è costituito da uno stretto tratturo con media-forte acclività e che porta direttamente al lato di SE delle mura di cinta, dove è presente una scaletta in pietra che immette sulla spianata nei pressi dell’ingresso principale tra i due masti.
Lo spettacolo del panorama, di cui si gode su entrambi i versanti, è di
impareggiabile bellezza: sul versante di nordovest si gode di una vista della media ed alta vallata dello Stilaro, con Bivongi immediatamente alla base del Consolino, i contrafforti del massiccio delle Serre, i ruderi della Grangia dei Santi Apostoli e il monastero di San Giovanni Therestis, che sorge sullo spartiacque che divide la suddetta vallata da quella del Fiume Assi; dal versante di sudest si ha una vista che spazia da Monte Stella al basso tratto dello Stilaro, fino alla sua foce, immediatamente adiacente a quella dell’Assi, in prossimità di Monasterace Marina, mentre alla base del versante è adagiato l’antico borgo di Stilo.
Il castello, probabilmente sorto su una preesistente struttura di difesa e su un’antica cappella e voluto dagli Altavilla, nei secoli è rimasto pressoché immutato nella sua struttura, durante l’avvicendarsi delle varie dominazioni e da alcuni documenti pare che già nel XVI secolo, dopo aver subito dei rimaneggiamenti, fosse ridotto in stato di ruderi a causa della guerra che oppose i Francesi a Carlo V. Infatti anche in una stampa del XVII secolo appare in rovina.
La fabbrica si presenta in forma rettangolare con un’estensione areale vasta.
Sulla destra dell’entrata principale si può ammirare una torre a base quadrata detta d’Altavilla, nome che ne denuncia l’origine diedificazione. I masti ai lati della rampa d’accesso, invece, sono probabilmente posteriori alla prima edificazione e originariamente erano caratterizzati dalla presenza di vani distribuiti su tre livelli.
Varcato l’ingresso ci si ritrova in una serie di ambienti abitativi, nei quali è possibile identificare anche quelli di servizio, quali il forno, il pozzo e la
cisterna sotterranea.
Altro ambiente molto interessante è la cappella, che si trova sul lato sinistro esternamente al complesso e leggermente arretrata rispetto alla torre di sinistra. Al suo interno si intuisce agevolmente il suo aspetto originario e si possono addirittura scorgere ancora dei frammenti di affreschi su alcuni tratti delle pareti.

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